Scenari futuri
L'attenzione del mondo dei canestri è già rivolta alla nuova riforma
Filtrano le prime volontà allo studio da parte dei vertici del mondo della palla a spicchi. Per ovviare all'attuale disparità di organici soltanto la serie A continuerà a far parte del mondo professionistico. Una Legadue a 28 squadre passerà al dilettantismo mentre si allargherà a 48 la base della DNA. I club si convinceranno?
Nei giorni del duro botta e risposta tra il presidente del CONI Gianni Petrucci e della FIP Dino Meneghin, con quest'ultimo che ha annunciato la propria rinuncia ad una certa rielezione, il mondo della pallacanestro s'interroga sul proprio futuro rivolgendo l'attenzione ad una riforma che col trascorrere dei giorni si fa sempre più necessaria.
I vertici della palla a spicchi continuano il loro fitto dialogo, Federazione e Lega studiano infatti le nuove mosse in vista delle prossime stagioni che stravolgeranno quella attuale che eccezionalmente presenta organici dispari nei primi due campionati professionistici (serie A a 17 dopo l'ammissione di Venezia e Legadue a 15).
La situazione sembra ormai assumere caratteri certi e definitivi che lasceranno spazio in futuro ad un solo campionato professionistico, la Serie A, che ritornerà ad avere 16 squadre. La Legadue passerà al dilettantismo con 28 squadre divise in due raggruppamenti (sul modello spagnolo che presenta una divisione "oro" - Gold - ed una immediatamente inferiore "argento" - Silver -) ma le società potranno ugualmente ingaggiare due americani. Per quanto riguarda la DNA, vi parteciperanno ben 48 squadre, divise in tre gironi con un possibile assorbimento dell'attuale DNB.
Ancora più dettagliate le norme sugli stranieri. I club di Serie A potranno puntare su due opzioni: o un organico da 10 giocatori a referto con cinque italiani e cinque stranieri senza distinzioni tra Usa ed Europei, oppure un roster da 12 con cinque italiani, quattro europei e tre Usa. Per "italiani" si intendono i giocatori formati nei vivai italiani e non quelli eleggibili per la Nazionale.
Infine rimane da capire quando la riforma prenderà effettivamente il via. In teoria, sarebbe il 2013-14, ma questo comporterebbe tre retrocessioni dalla Serie A alla Legadue nel prossimo campionato. Possibile allora che si diluisca nel tempo la portata della riforma, con due declassamenti dalla Serie A alla Legadue nei campionati 2012-13 e 2013-14 a fronte di una sola promozione nel massimo campionato, posticipando così l'entrata a pieno regime della riforma soltanto nel 2014. Siamo comunque ancora a livelli di discussione perché la proposta verrà messa ai voti il 3 e 4 febbraio ed allora si conoscerà il responso reale.
Nella foto in basso: il presidente della FIP Dino Menghin, che ha annunciato che non si ricandiderà.